È il ramo più recente della ricerca odontoiatrica: i livelli raggiunti nell’ambito della sicurezza, affidabilità e predicibilità di successo nel tempo sono tali da renderla la soluzione ottimale per qualsiasi caso di sostituzione di elementi dentali naturali persi.
I costi sono ancora elevati per la raffinatezza delle tecniche chirurgiche assai avanzate e per l’assoluta precisione della tecnologia e della componentistica: tuttavia sta diventando sempre più diffusa e praticata come una normale soluzione alternativa.


L’intervento consiste nell’integrare un metallo biocompatibile (titanio), in un tessuto umano (osso): si parla infatti di “implantologia osteointegrata”, cioè di un vero e proprio legame intimo e stabile tra le cellule ossee e il titanio, che non consente alcun movimento e che è in grado di sopportare i carichi assai elevati delle forze masticatorie.
Dopo un’ accurata diagnosi, si passa alle varie fasi operative:
- una seduta chirurgica in cui vengono posizionati gli impianti (fixture) completamente sommersi nell`osso e ricoperti dalla gengiva;
- un periodo di pausa di 2-6 mesi per consentire l’osteointegrazione;
- una seconda fase chirurgica (quando necessaria) per la riapertura e lo scoprimento della “testa” degli impianti e la connessione a questi dei monconi (abutment), cioè dei “perni” che fuoriescono dalla gengiva e sui quali verranno cementate o avvitate le corone di porcellana, esattamente come se fossero monconi di denti naturali.


La ricerca scientifica in continua evoluzione (soprattutto nelle due scuole più autorevoli, cioè quella nordamericana e quella svedese) è giunta recentemente all’utilizzo immediato degli impianti: in determinati casi infatti è oggi possibile in un’unica seduta posizionare gli impianti nell’osso, avvitarvi i monconi e porre su questi i denti provvisori. Il paziente che arriva nello studio privo di alcuni elementi o con una protesi mobile, può uscire nella stessa giornata con i suoi denti fissi e iniziare subito a utilizzarli masticando!